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Special Project

Special Project

CI sono tanti modi per raccontare una storia. e uno di quelli più innovativi, contemporanei è forse quello individuato da Paolo Leone e irene Andessner. Attraverso un gioco di contrasti. hanno messo in scena la realtà quotidiana dei sobborghi viennesi di oggi. Dove anche il paesaggio urbano, le architetture fatiscenti. i locali delibare e gli arredi polverosi. tra il kitsch e il retro corrispondono a un clima umano di depressione e solitudine. L’ispirazione dichiarata dal fotografo proviene dai quadri di Edward Hopper, ma gli scatti ricordano anche un po’ il mondo di Martin Parr: la banalità dello squallore. la normalità della solitudine. Con una nota diversa, molto personale e attuale: le foto firmate da Leone hanno un sapore, un gusto, un impianto e una luce da rivista di moda. E quell’alluce glam, patinata, stride con il contenuto. Una doccia di realtà, elegante e controllata. Un tuffo nel pianeta suburbano di una città e di un animo umano. E’ infatti Leone che ha immaginato Irene Andessner nei panni di una donna sola, depressa, non più giovane, terrorizzata all’idea di invecchiare, persa in un mondo di sogni e, forse, di glorie passate. Così lei si trasforma in cittadina del disagio sociale. Il suo stato d’animo rispecchia perfettamente l’ambiente in cui vive, e viceversa: c’è uno scambio, quasi come per osmosi, tra l’esterno e l’interno, tra la vita privata e quella sociale, tra i sentimenti e il paesaggio. Il metodo scelto per raccontare questa dimensione è frutto di un incontro. “Lavorare in due è molto difficile”, commenta Irene Andessner “Perché ogni artista ha la propria modalità di esprimersi. In due si crea qualcosa di unico, di nuovo, perché si cerca di rispettare e di capire esattamente cosa vuole l’altro. Così viene fuori un lavoro speciale, controllato. E con un’energia molto forte”. Lei, l’artista dello scambio di personalità, ormai è nota al pubblico per le sue interpretazioni di donne importanti del passato. I suoi sono “autoritratti fatti da altri”. Ovvero, ingaggia un artista fotografo o registra per farsi ritrarre. E, a seconda di come l’altro la vede, lei si cala nel personaggio: Marlene Dietrich, Sofonisba di Anguissola, Mozart (e altri ancora). Lo studio del clima dell’epoca, degli abiti, del trucco, dell’acconciatura, della vita privata dei personaggi è approfondito e super dettagliato, fino a trasformarsi letteralmente in loro. E’ proprio una trasformazione il nodo centrale della sua arte, come altre donne della sua generazione, prima fra tutte Orlan e Cindy Sherman: “Questo periodo storico ci impone di lavorare sulla nostra identità”, spiega Irene Andessner “E io cercavo anche un metodo femminile. Cioè, dopo gli studi accademici e i miei personali esperimenti, ho scelto fotografia e video come mezzi espressivi”. E l’incontro con Paolo Leone? ”Io osservo il lavoro degli altri e a volto trovo delle cose che mi piacciono e nelle quali vorrei essere. Così mi è successo con il suo lavoro, circa sei-sette anni fa”, dice. Così si propone all’artista che ha scelto. Poi lui la interpreta. “Volevo parlare della banalità e della solitudine, del divario sociale e di quella città. Vienna, ai miei occhi cosi triste” dichiara Paolo Leone. “Per questo ho voluto fotografarla come una donna normale, senza fascino ne particolare caratura intellettuale”. E lei ha accettato. Completamente: si è trasformata perfino nello sguardo e nell’andatura. Lui, da ritrattista, ha documentato tutto, a pieno. Anzi, a contrasto.

Micol De Pas

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Introduzione

Arriva un tempo nuovo, un tempo per recuperare quel “tocco italiano” fatto di eleganza, di leggerezza e di ragazzitudine, un tempo per pensare alla reputazione oltre che all’immagine. Quel tocco che fa parte anche della filosofia di Tod’s, a cui si è ispirato questo libro: immagini e parole di italiani speciali, “completi”, perbene, che non hanno alcun bisogno di apparire in quanto già “sono”. Gente che vive con nonchalance in grandi città e in piccoli luoghi. Gente che privilegia la qualità e le tradizioni consolidate trasformate in regole di vita contemporanea: che conosce quel lusso educato che fa la differenza, senza orientarlo: che riesce anche a “staccare” e scherzare con gli amici. Uomini e donne che vestono in modo informale e naturalmente elegante, conn stile personale e disinvoltura molto italiana. Persone armoniche tra loro, che scelgono i medesimi valori e conoscono privilegi e doveri.

Che con sorridente disponibilità ci hanno accolto nelle loro belle case, con famiglie, quadri, giocattoli e cani. Persone che alla fine si potrebbero conoscere tutte. E spesso è così. Cinquanta giorni di viaggio in compagnia di Paolo Leone, il nostro goloso e geniale fotografo catanese, del suo saggio assistente, e con il driver svizzero buongustaio che conosce ogni indirizzo. Partenza e arrivo, Milano. Da nord a sud, da costa a costa, per incontrare e “fermare” più di cento personaggi. una galleria di dinamici bocconcini e di studentesse volenterose, di aristocratici spiritosi e di fanciulle talentasse, di imprenditori illuminati e di biondissime “infante”, di mamme intelligenti e di amici per la pelle.

Troppo ottimista? Non credo: quella che ho visto è un’Italia sorprendentemente sincera, reale, non fatua, mai noioso n+è banale. quel luogo della qualità che rende il “fare italiano” così unico e famoso. tutto racchiuso in questo libro che, insieme a Tod’s dedichiamo ai nostri amici italiani e stranieri.

Donatella Sartorio